Conseguenze Trump Ban: Stati Uniti contro Hauwei e Cina

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MiWeb - Blog: Notizie - Trump Ban: la guerra degli Stati Uniti contro Hauwei e Cina

Ripercussioni sui dispositivi Huawei

Per i già possessori di smartphone Huawei il problema non si pone in quanto la decisione di interrompere questa collaborazione non ha ripercussioni, se non a lungo termine, su di loro. I loro apparecchi continueranno a poter utilizzare il Play store e i Play Services.

Non è possibile al momento capire se e quanto questo potrà infierire sulle future installazioni di applicazioni o eventuali accessibilità a nuovi aggiornamenti. I nuovi dispositivi invece potranno scaricare e utilizzare Android solamente attraverso l'Android Open Sources Project ma per questo occorre che lo stesso Android renda disponibile il software con le relative patch di sicurezza nel sito.

Comunque non solo Google ha deciso di interrompere i rapporti con Huawei, spinti dalla decisione americana anche Intel, Broadcom, la tedesca Infineon Technologies, Western Digital e Micron Technologies si sono unite a questo divorzio creando per la stessa Huawei uno scenario futuro non troppo rassicurante.

Uno spiraglio di luce

Vista la necessità di dover fornire ai dispositivi un sistema operativo la Huawei avrebbe pensato di realizzarne uno proprio. L'azienda infatti utilizza già dei chip propri ma questo non vuol dire che non esistano più vincoli con altre case.

Esiste ancora una partnership con Windows che però non ha ancora chiarito se vuole seguire gli ordini della Casa Bianca anche se a quanto pare la propensione sia quella.

L'idea di un sistema operativo proprietario svincolato da alleanze esterne se da una parte potrebbe far pensare ad un salto nel vuoto e, soprattutto nei primi tempi, portare a controlli minuziosi, dall'altra potrebbe essere il punto di partenza per una crescita della stessa azienda. Hawuei ha comunque rassicurato gli utenti Android e Honor sul fatto che questo passo del governo americano non influenzerà la sua disponibilità nel collaborare con gli stessi attraverso il rilascio di patch di sicurezza ed assistenza.

Le tempistiche del divorzio

Sebbene in un primo momento la tempistica per questa operazione fosse sembrata istantanea il Governo americano ha deciso di lasciare tre mesi per poter attuare le operazioni necessarie al distacco. Se questo è utile all'azienda per poter avere tempi organizzativi maggiori è utile anche agli utenti per poter scaricare gli ultimi aggiornamenti possibili.

La stessa Huawei avrà così il tempo per ultimare le commesse in essere, rifornirsi di materie prime. Questa non è da vedersi come una debolezza del governo ma come una possibilità che lo stesso ha deciso di offrire agli utenti.

Le motivazioni della separazione di Google e Huawei

La decisione drastica di sospendere la partnership con la Huawei ha una radice prettamente economica. Ultimamente infatti tra Cina e Usa non corre buon sangue a livello commerciale. La continua lotta al rialzo dei dazi doganali sta portando infatti all'esasperazione degli animi.

Senza scendere troppo nei dettagli, Trump teme che attraverso l'utilizzo degli smartphone Huawei, Honor e Zte la Cina possa spiare le eventuali tattiche economiche degli Stati Uniti. Con la messa al bando dei brand cinesi, Google non consentirà più agli stessi di poter utilizzare oltre che Chrome anche Gmail e Youtube.

Una mossa spinta da motivazioni di prevenzione e dalla sfiducia. Ad ogni modo nessuno dei due sembra voler fare un passo indietro e la situazione sta coinvolgendo anche i mercati azionari.

La Cina sta cercando di rendere sempre più forte il suo mercato e le sue aziende al fine di potersi svincolare da ogni dipendenza esterna sperando di diventare presto una potenza anche a livello tecnologico. Una volta ci fu la guerra fredda tra Usa e Urss, adesso stiamo vivendo l'evolversi della seconda guerra fredda tra Usa e Cina. Lo scenario comunque non è dei più rosei e non si avranno solamente ripercussioni a livello tecnologico ma anche economico.

Conseguenze in Italia

In Italia il Codacons è sceso in difesa dei consumatori promuovendo una class action contro la decisione statunitense. In effetti questa decisione porterà i proprietari degli smartphone e dei tablet del brand cinese a non poter, in futuro, avere la sicurezza di disporre di aggiornamenti sia a livello puramente di software sia a livello di sicurezza.

Questo porterebbe gli utenti a perdite anche a livello economico considerevole. Pensiamo ad un'azienda che si sia totalmente appoggiata a Huawei per la fornitura di apparecchiature utilizzanti Android o Google.

Nel caso avessero bisogno di una sostituzione si potrebbero trovare a dover riconfigurare l'intero sistema tramite l'Open Source Project con una spesa sia a livello economico sia a livello di perdita di tempo.

Questo aspetto non è per niente trascurabile soprattutto se si pensa che l'Italia è la prima nazione in Europa che si affida a questo brand. Questo dimostra che sebbene la lotta sia tra due Paesi lontanissimi dall'Europa l'Italia si trova lo stesso fra i due fuochi.

 

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